scovato nelle crepe dei muri *loading* volte
I miei ricordi sono numerati, arrivano ad un tot e non vanno oltre. Come da umana usanza quegli stessi perdono nitidezza, staccano un altro numeretto dal marchingegno del supermercato per fare la coda e quando arriva il loro turno la carne è terminata o si sono trasformati in maiali. Per ora ciò che mi serve è sapere cosa sono in grado di fare.
Il tatto l'ho venduto. Anzi l'ho barattato, in cambio ho ottenuto che le mie ferite non cicatrizzassero.
L'udito lo conservo per i momenti di pericolo, al sicuro in barattolini chiusi chiusi che nascondo sotto la mia lingua di alligatore.
Il terzo giorno è concesso parlare di due soltanto dei propri sensi e questo non è ancora tempo di disubbidienza.
Tra poco ricomincerò a guardare.
