scovato nelle crepe dei muri *loading* volte
Bicefalo d'un teatro anatroccolo, ti muovi rigido come una piovra giostra e ti consulti i ventricoli con la difficoltà di una bimba che voglia osservare il suo sesso. Quel che ti resta è il doppio di ciò con cui eri partito ma scritto in una lingua morta. Di là rametti secchi in vasi numerati e stracolmi d'acqua, di qua un'orda di malformi fin troppo vitali simile ad una prima pagina da fumetto italiano.
Così per non scegliere il profilo migliore dei tuoi personaggi: avvizziti o impazziti, avvizzisci e impazzisci, mostruoso come solo una madre può essere e patetico quanto l'assassino che piange la sua ennesima vittima.
Quando ti dirò: "Ora tieni ferme quelle teste che ti faccio una foto..." tu dovrai tenerle ferme senza preoccuparti che sorridano o meno. Se la foto verrà mossa la bambina crescendo attraverserà fasi di ipocondria e imparerà ad avvalersi di specchi e specchietti, l'innaffiatoio fantasma porterà a compimento la vendetta che lo tratteneva sul terrazzo e le piante continueranno ad essere secche, davanti a te costruiranno un edificio con finestre a forma di croce romana e questo ti farà pensare che anche tu vorresti cambiare la forma delle tue fessure per darti a nuove stelle, uccelli e trecce. Se la foto verrà bene, non lo so... forse potrò continuare ad umiliarti.
Piccola moderna Maria,
principiante dei bubboni ardenti,
il troppo colore ti dà alla bara
con un Cristo gemello a farcire questa gialla mela,
surrogato di un addome da pin-up.

Piccola moderna avaria, veterana eppure mai canonizzata, quando ti parlo metto i tacchi alti, lo spirito è scomodo e la conversazione dura poco. Perchè c'era una scimmia bruna nella bocca della maestra ma poi è saltata nella bocca del prete, ed era ancora più nera.