scovato nelle crepe dei muri *loading* volte
Il geroglifico si sfila i tacchi alti il più silenziosamente possibile,
si distende al mio fianco come un camerata,
ha voglia di scherzare.
Ti avrei voluta nera, fanciulla...
Ti tolsi la pelle e le ossa erano chiare quanto impertinenti. Se per scriverci sopra non conoscevo ancora consoni inchiostri, ti convinsi che saresti stata la mia opera maggiore e quindi a pazientare. Fu soltanto per renderti onore e poichè necessitavo di concentrazione, soltanto per questo, che ti tolsi la parola. Quella tua maleodorante curiosa parola che tanto tanto ho sofferto a dover perdere.
Ma ora, piccola mia, ora che anche le tue ossa sono nere e ancora non sei la mia opera maggiore, ora ho ricordato ciò che già sapevo. Che non ne avevi la stoffa. Ed è sempre per amor tuo che l'avevo scordato, affinchè tu non lo apprendessi. Ma ora, per cortesia, mettiamoci una pietra sopra e parla, mio dolce cadavere, a ripagarmi di tutte le fatiche.