scovato nelle crepe dei muri *loading* volte
Baltrušajtis, amore d'un bastardo,
anche questa volta l'hai fatta franca ma ti ho comprato un orso con le ali nelle mani, che non gli bastino mai per sollevarsi da te, e un registratore al posto del sesso, così che tu non possa riprodurti se non nella lingua dalle uova d'oro.
Quattro versi
che faccian figli e in una stanza dormiranno in nove,
quattro cani per darti la caccia
con il tuo odore casto di verginella,
mezza coscia importata da Alicante,
e un'ordalìa innestata come pesco.
Quattro ossa in fila per due
col rischio di
"puttana,
perchè sei ancora qui?"

Quattro bare
perchè sei troppo piccola
per stare in una sola.
♣
Erode non chiude la porta,
si alza la gonna a fiori ed urina.
Parla con lo scròscio
di cui non ha vergogna
e vi scaccia alcuni tipi di insetti.
Ha partorito da poco,
cammina per nulla esausto,
si mostra come una vittoria ignorante
ed apre la dispensa:
"Il latte è andato a male:
muoiano d'inedia
i neonati che non sanno
masticare".
♠
Erode si sveglia a mezzanotte,
l'infermiera in fretta gli si affaccia e
"Signora, l'ospedale questa settimana offre un servizio svago di slot-machine a tema".
Sbuffa a sufficienza e dall'altro occhio un brillo,
allora abbassa la leva:
non uccidere non uccidere non dir neonato se non l'hai già ammazzato
♦
Erode nei suoi occhi marroni sente odore di bruciato, si getta nel fiume artificiale che percorre la città ma l'acqua si trasforma in una sedia a dondolo i cui braccioli enormi la costringono ad una posizione di preghiera. Erode affianca la sedia a dondolo e prega insieme a lei ma non conosce le parole perciò muove solo la bocca e tiene chino il capo. Allora ricorda di essere stato una madre che leggeva fiabe al suo bambino e siccome in realtà non sapeva leggere muoveva solo la bocca e il piccolo, con un po' di papavero, si addormentava ancora prima.
♥
Erode si tinge i capelli di biondo, canticchia e progetta una culla a forma di finestra da cui precipitare i figli avuti in giovane età prima ancora che diventino anarchici, poichè è certo che essi ingombrerebbero il bagno e lei non riuscirebbe più a tingersi i capelli di biondo in tutta tranquillità.
L'utero è andato a male,
si direbbe che muoiano di cancrena tutte le madri
che non sanno amare
ma
sopraggiunge il momento in cui la figlia si accorge che Erode è soltanto un'abat-jour decorata a fiori con appoggiata sopra una parrucca bionda in un principio di incendio e che basta spegnerla.
Dunque io non posso più raccontarti di come sono divenuta assassina.
Eva cova l'uovo crudele della sua infertilità, al terzo tempo Hàpax Legòmenon le aveva riservato il suo ultimo occhio azzurro ma non avevamo frigoriferi nè esofaghi stasati, fu costretta a frantumarlo pensando che nonostante tutto i pezzi dispersi avrebbero fruttato giorni e giorni di collage, utili a tenerla impegnata mentre lo aspettava. Ma lui non arrivava.
Eva cova l'uovo crudele della sua infertilità e, mentre lo decora con pois verdi perfettamente asimmetrici, insiste affinchè il sangue mestruale ne scaldi maggiormente il cuore e lo induca a schiudere.
Invano.
Sapevo non avresti contato fino a quattro prima di correre ad indossare il mio nome, come fosse il vestito più sensuale del guardaroba materno, e ho lasciato che ci giocassi fintanto che non mi serviva.

Restituiscimi il nome che non sai governare, il nome retrattile che ti allunga le dita, tanto da poter stringere il pene più di quanto lui non voglia, e tanto da penetrare in lei più di quanto non possa tollerare.
al tre
sanguinare, prego
Prestami una colonna,
non guarderò nè di sotto
nè di sopra;
non sbircerò nei cassetti,
nè mi lamenterò.
Ruoterò la testa ad intervalli prevedibili
ottantaquattro gradi a destra
e ottantaquattro gradi a sinistra,
senza farne un idioma nuovo di zecca.
E se vorrai venirmi a trovare
mi farò più sottile,
ma ti prego non portare amici
e dammi il preavviso necessario
per smagrire il babau che mi porto appresso.

Prestami una colonna
dove fare l'amore con la buccia di mela
quando ancora porta addosso
un po' di frutto,
e non c'è da arrabbiarsi
se l'hanno sbucciata senza parsimonia,
perchè il dopoguerra è passato
o forse perchè così posso farci l'amore.