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scovato nelle crepe dei muri *loading* volte

Lo Scarabeo di Eva

martedì, 01 febbraio 2005

Collage per non essere madre (Jodorowski - Bellmer)

"Dopo, bambina mia, che cosa vuoi che ti taglino?"

"I gangli che si gonfiano nella gola."

"Perchè?"

"Per non dover parlare con la gente."

"E dopo, figliola?"

"Mi taglieranno i gangli che si gonfiano sotto le braccia."

"Perchè?"

"Per non dover lavorare."

"E dopo?"

"Mi taglieranno i gangli che si gonfiano vicino al sesso, poter stare sola con me stessa."

"E poi?"

"I gangli delle gambe, perchè non possano costringermi ad andare da nessuna parte."

"E che cosa vuoi dopo?"

"Morire..."

 

affidato alle crepe dei muri da: vespertiliae a 18:14 | link | commenti (25)

venerdì, 04 febbraio 2005

Pesami e non dirlo, quanto è rimasto di me 

affidato alle crepe dei muri da: vespertiliae a 15:30 | link | commenti (2)

Quanti ancora mi cospargono di miele

come non avessero studiato la chimica

come non sapessero che le mie api

esigono altre leggi ed altri solventi

come ignorassero che le mie congiunzioni

non vanno mai a teatro

e non mettono i pattìni per entrare quando piove.


Sono fracassata alla moda, la mia

disossata per sculture avanguardistiche


aperta


come mai


e guardo altrove

mentre loro guardano me


e i torchi in coro dicono «non c'è amore per te».


Nel giorno del tuo compleanno,

innominata senza maiuscole,

io riprendo la vita


in pochi mesi morta senza morire

perchè consunta fino al penultimo subbuglio


la riprendo per il collo la vita come un'oca starnazzante,

come una bambola che non era inanimata e te ne accorgi solo quando ormai le hai tolto il fiato.

affidato alle crepe dei muri da: vespertiliae a 17:02 | link | commenti (6)

domenica, 06 febbraio 2005

Scarabeo, scarabeo delle prime brame

qual è la più bella delle trame?

affidato alle crepe dei muri da: vespertiliae a 16:57 | link | commenti (2)

Hai un giardino nel mobiletto dei medicinali

hai un giardino sotto il tappeto d'uscita, perchè chi ti abbandona vi perda qualcosa che sarà tuo per sempre

hai un giardino creato per trascurarlo

hai un giardino con l'altalena all'altezza dello zigomo che gli ottusi scambiano per un sorriso

hai un giardino sotto ogni unghia

hai giardini coltivati per morirci


hai un giardino incastrato tra le scapole, quello almeno, rilassa le spalle, e lascialo cadere.


hai giardini a sproposito

giardini beffa, giardini che non sembrano giardini

giardini al posto dello stomaco

giardini a forma di epilogo


e hai un giardino dove per appuntamento perdi il tuo Scarabeo fra gli altri scarabei.

affidato alle crepe dei muri da: vespertiliae a 17:27 | link | commenti (3)

lunedì, 07 febbraio 2005

 

affidato alle crepe dei muri da: vespertiliae a 14:33 | link | commenti (2)

giovedì, 10 febbraio 2005

L' ULTIMO POST

Mangiate e bevete di me.


Cardiacamente,

                             Vespertiliae
                                       

affidato alle crepe dei muri da: vespertiliae a 17:40 | link | commenti (3)

lunedì, 14 febbraio 2005

Ho forse un organo tropicale che mi sopravvive?


Scrivo per te, dolce puttanella dei Caraibi,

perchè la tua bocca sottile recitando queste parole ecciti le donne sposate e i mariti che siedono loro accanto. Perchè qui, in questa Europa che ignoro, mi è troppo facile morire di niente, parlo una lingua volgare, una memoria nascosta nelle mie costole, con cui nessuno mi riconosce.

Il torace si è rotto in metà e i turisti vi sbirciano dentro: la carne è slabbrata, non ha facoltà nè posti a sedere; i polmoni sono fontanelle intasate dai desideri e il luogo del cuore è un ciglio di paglia vuoto alla vigilia di Natale.


Il mio Cristo

è un metronomo

troppo costoso per permettersi

la salvezza,


stasera, puttanella, mi accontento di un placer n'âme.

affidato alle crepe dei muri da: vespertiliae a 21:10 | link | commenti (2)

venerdì, 18 febbraio 2005

Anche una matrioska ha dialoghi incarniti

le voci non bastano mai

eppure voi non sapete contare oltre quelle che ostento,

mi consumate e mi conservate una dentro l'altra,

vi affannate per agguantare la più grande

ma è in quella che c'è più spazio per mangiarvi,

per mangiarvi meglio.


Allora anche di voi faccio una bambola,

un uomo nell'uomo,

una colletta improvvisata dai bambini del quartiere

e rispamio code di verbi


a dire tu,

che non hai che occhi sinistri

occhi da collezione,

a dire tu, ma di femmina,

che non hai che occhi destri

e non mi vedi,

o mi vedi troppo,

e mi maledici con culle e colazioni fatte di strabismo,

a dire tu,

che non hai più solventi

e non servi a nulla se non puoi cancellarmi,

a dire tu,

che mi tenevi una fuori dall'altra

che mi respiravi volatile ed endemica

e io che ti ho lasciato la mano

perchè volevo mozzare la mia,

a dire tu,

tu e basta,


infila dove vuoi le dita,

non avere riguardo,

non chiedere permesso;

fai stridere la mia carne senza piacere,

fai di me quello che cerco,

fracassami tutti i corpi che ho,

sii stupido,

infila dove vuoi le dita.


Affannàti, affannàti, addormentati, claustrofobici,

chi non sa di quella, chi non conosce quell'altra,

la piccola a terra finge la morte

aspetta

aspetta

spia con l'occhio destro

e vi vede

mentre non la vedete

aspetta

aspetta

spia con l'occhio sinistro

e vi vede mentre non la vedete

aspetta

aspetta

prende l'occhio destro e lo fa rotolare ai vostri piedi

perchè le piaceva giocare con le biglie

e vi vede mentre non la vedete

aspetta

aspetta

prende l'occhio sinistro e lo fa rotolare fuori da queste parole


allora torno a te,

che non sai nulla di arredamenti cardiaci,

che non sei nulla nel mio diaframma urbanizzato, carbonizzato,

eppure me ne porgi uno nuovo, come un mazzo di fiori o una fede strampalata


e poi torno a me

perchè

anche una matrioska rimane incinta

ma diventa un'omicida se la figlia non è lei stessa.

affidato alle crepe dei muri da: vespertiliae a 21:21 | link | commenti (10)